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Il motore

  Nell’appartamento accanto al mio, abita una coppia di anziani signori che, pur volendosi tanto bene, non vanno mai d’accordo. Io e mio marito siamo diventati loro amici e tolleriamo stoicamente le loro strilla e i loro litigi.
Si tratta di due signori sposati da più di cinquant’anni, i cui figli li hanno resi nonni di ragazzi ormai adulti.
Qualche tempo fa, lui ha comprato un motore nonostante la moglie fosse contraria. Un motore bellissimo, rosso fiammante, superaccessoriato, che sarà costato parecchie migliaia di euro.  
La consorte gridava che era un pazzo, che quel motore era pericoloso e non adatto a un uomo della sua età, che aveva speso un mucchio di denaro inutile perché possiedono già un’auto Alfa Romeo.
Lui ribatteva che invece aveva realizzato, con quella moto, il sogno della sua vita.
Prima di allora, la moglie aveva sempre insistito per farlo uscire e andare con gli amici, ma lui si era sempre rifiutato dicendo di stare male e di essere depresso. Difatti, un neurologo gli aveva prescritto dei farmaci antidepressivi che lo avevano fatto sentire peggio di prima. Continuava a non volere uscire da casa e restava sempre disteso in poltrona a guardare la televisione.
Più la moglie insisteva per farlo uscire, più lui si ostinava a chiudersi in casa e a non volere andare fuori.
I due si chiamano Aldo e Luisa e sono entrambi pensionati di banca.
Un bel giorno Aldo decise di non prendere più i farmaci e di acquistare la famosa moto. Nel frattempo però, Luisa aveva perso la voglia e la speranza di farlo reagire; quindi aveva avuto un crollo psicologico ed era caduta in uno stato di abbattimento. Insomma la loro situazione si era completamente capovolta: lui era tornato pimpante, allegro e pieno di voglia di vivere; lei si era chiusa in casa, triste, depressa e senza voglia di niente.
-Dai Luisa usciamo! Guarda, ti porto sul motore e andiamo al mare, - diceva Aldo.
-No, non vengo da nessuna parte. Vai da solo, ma stai attento con quel motore, - rispondeva lei.
Una mattina, Aldo uscendo, non trovò più il motore che teneva posteggiato, munito di catena antifurto, nel giardino sotto casa.
Tornò indietro gridando come un pazzo e imprecando contro quel farabutto che aveva rubato la sua bella moto.
La moglie, trasecolata, gli ricordò che, nel condominio dove abitavano, avevano installato il sistema di videosorveglianza e che doveva avvisare al più presto la Polizia.
-Sì certo, lo faccio subito- aveva soggiunto Aldo, estraendo il proprio cellulare.
Così, dopo qualche minuto, Luisa sentì che il marito parlava con la questura.
-Ah! Va bene, vengo subito- esclamò poco dopo, e chiudendo la comunicazione, avvisò la moglie che si stava appunto recando alla Polizia.
In questura, denunziò il furto e comunicò ciò che riguardava il sistema di videosorveglianza istallato attorno al loro palazzo.
Infatti, due ore dopo, un’auto della Polizia si presentava al portiere del loro condominio per farsi consegnare la video registrazione delle ultime ore.
Il giorno dopo, un commissario telefonò invitando Aldo ad andare alla sede di Polizia per visionare la videoregistrazione.
Luisa volle andare insieme al marito e così entrambi si ritrovarono a guardare la scena impressionante del furto del motore.
Insieme al commissario e ad alcuni poliziotti, cominciarono a esaminare il video, dove apparve uno strano figuro con il casco in testa. Questi scavalcava l’inferriata che circonda il palazzo e s’inoltrava nel giardino circostante. Con fare guardingo, si avvicinò al motore di Aldo e prese ad armeggiare con la catena che lo teneva bloccato a un paletto. Riuscì ad aprire il chiavistello della catena; si trattava poi di metterlo in moto. Dopo vari tentativi, capì che non ci sarebbe riuscito poiché era stato istallato un sistema antifurto. Allora tolse dal cavalletto il motore e iniziò a spingerlo a mano. Così facendo, non si accorse che stava passando sotto un ramo molto basso di un albero. Il ramo sporgente gli fece volare via casco. A questo punto si vide chiaramente il viso del ladro e Luisa lanciò un urlo. Aldo impallidì e barcollò.
Il commissario disse: - Signora l’ha riconosciuto? -
Risposta: - No no, non lo conosco. -
-E allora perché ha urlato? Su signora! Dica la verità, chi è questo giovane? -
Con voce funerea, Aldo rispose: - E’ nostro nipote. Si chiama come me: Aldo Rossi. E’ figlio di mio figlio. -
Il povero nonno teneva la testa bassa e si capiva che stava piangendo. Anche Luisa stava singhiozzando sommessamente.
Il commissario domandò:- Volete sporgere denunzia? -
I due signori risposero all’unisono:- No, no, no.-
Il commissario disse loro che avrebbero fatto bene a denunziare il fatto affinché valesse da insegnamento per il giovane.
Ma i due nonni non se la sentirono di infliggere un dolore così tremendo al proprio figlio.
In poche parole, il motore di Aldo senior divenne di proprietà di Aldo junior.

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